La prefazione al libro di Angelina Pettinato

Angelina Pettinato

Rosalba cerca l’Aurora. Entra in un tramonto fatto di mare e salsedine. Attraverso le sue parolechiave si guarda dentro, assapora le sue emozioni. È piena di domande. Risponde la sua voce fatta di onde e di brezze e così il lettore si lascia rapire dalla sua narrazione piena di sentimenti e di conoscenza. Il mare insegna, parla, crea il ritmo. La voce di Rosalba cresce: dal passato al presente accompagna con grande senso di presenza. Un viaggio nell’anima che si espande e si interroga. Ad un certo punto il lettore diventa il protagonista e intraprende un cammino dentro sé stesso. Si ferma, respira, ragiona, si commuove. Riprende la sua avventura, poche volte corre. La necessità è assimilare con lentezza ogni singola lettera di questo percorso. Più si va avanti e più ci si sente leggeri. Dai veli della paura alla vela del coraggio, si abbandonano i bianchi e nero, acquistando le sfumature necessarie per scardinare le convinzioni limitanti. Si comprende bene che si deve dare per ricevere e che ricevere vuole apertura da chi è abituato a dare.

Il senso di appartenenza alla famiglia e al luogo natìo si apre alla libertà di essere sé stessi. Il desiderio si forgia nel fuoco dell’audacia e si trasforma in realtà: una stella marina diventa un astro. Si scopre il senso di fare rete, usarla, avere fiducia di essa: forse questa è una delle conquiste maggiori per poter danzare su quelle scarpette rosa della bimba ballerina che conosce sé stessa, attraverso i movimenti leggeri del suo corpo magico.
Si riacquista così il proprio sentire per ripartire, dirigendosi dritti verso il traguardo che altro non è se un’Aurora di bellezza.
È una scrittura terapeutica, trasformante, alchemica. La penna è al servizio della conoscenza del proprio essere. Va leggera e sicura. A volte calca, a volte sfuma. Centra sempre l’obiettivo. Per me che sono una psicoterapeuta è una delizia. Di pagina in pagina cadono le barriere e si intravede quell’alba di cui l’essere umano ha bisogno per realizzare il suo progetto. Per questo, questo testo non può essere letto una volta sola. Sarebbe un oltraggio alla meraviglia di un’anima che si riprende la sua identità. Va letto e riletto, assaporato e condiviso, assimilato e messo in azione.

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